giovedì 8 gennaio 2015

Fino all' 11 febbraio 2015 le “Grume Brumose” di Tito Mucci a Forte dei Marmi













Il Museo Ugo Guidi e gli Amici del Museo Ugo Guidi Onlus presentano la mostra del pittore Tito Mucci dal titolo “Grume Brumose” a cura di Lodovico Gierut .

La mostra realizzata nel “Museo Ugo Guidi” – MUG - di Forte dei Marmi, via Civitali 33 sarà inaugurata domenica 18 gennaio 2015 alle ore 16:30 al Museo alla presenza dell’artista e del curatore ad ingresso libero.
Nell’occasione sarà presentato il catalogo delle opere “Grume Brumose” - Edizioni Museo Ugo Guidi a cura di Lodovico Gierut con testi dedicati dello stesso, di Marco Palamidessi e Luca Alinari (ulteriori info sul sito dell'artista).

L’esposizione sarà visitabile successivamente fino all' 11 febbraio 2015 al Museo Ugo Guidi su appuntamento al 348020538 o museougoguidi@gmail.com

"Il notevole percorso artistico di Tito Mucci è approdato, attraverso un lungo e meditato periodo figurativo, ad una personalissima sintesi materico-cromatica, in cui i suoi grumi ormai noti, stratificazioni espressive come depositi di materia colorale, esprimono pienamente un'onda emozionale che merita attenzione e rispetto.In tutte le opere regna una tendenza positiva, che nessuna insidia può intaccare o alterare in alcun modo anche laddove il dramma degli accadimenti materici sembra prevalere, si erge su tutto un senso di armonia e di freschezza, lo stesso che l’artista sempre dimostra di avvertire ad ogni nuova opera, in ogni raggiungimento che risulta sorprendentemente lirico e intriso di poesia.
Astratta è l'arte di Tito Mucci?
Informale diremmo noi, almeno per gli ultimissimi risultati, forte di una padronanza non indifferente dei mezzi espressivi, capace di emergere nei segni tellurici e nelle eruzioni cromatiche ben riconoscibili dall’osservatore. Un'espressività, questa, che dà valore e indipendenza al colore come materia costruttiva, facendolo scaturire dalle zone più profonde della coscienza, per farlo affiorare alla luce del mondo sotto le luminose forme di una confessione libera e autentica.
Un'arte che non rimpiange i suoi trascorsi figurativi ma che, nella ferma volontà di evolversi per rimanere comunque se stessa, è costantemente rivolta al futuro. Un futuro che non è una meta, ma uno stato d'animo, un modo di essere.
E proprio pensando al futuro, ecco che allora mi pare di capire cosa sono per me le opere del carissimo Tito: progetti di caos per nuovi universi."

Marco Palamidessi, Lucca, 28 dicembre 2014